Internet ecologico | Project India
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Internet ecologico

Poco tempo fa sono stata contattata per rilasciare un’intervista da un fornitore di hosting ecologico https://www.easytravelhosting.com/.

L’intervista svela come è nata in me la passione per l’India e l’idea di creare un magazine a lei dedicato. Racconto alcuni lati di me che pochi conoscono, ad esempio quale è stato l’evento importante nella mia vita che mi ha fatto avvicinare alla medicina Ayurvedica. Se vi ho incuriosito potete leggere l’intervista integrale cliccando questo link .

Oggi mi permetto di divagare dal tema India, ma solo per poco, e solo per una argomento che ritengo importante su cui riflettere, e per il quale mi sento molto coinvolta proprio per questo mio piccolo sito web.

La prima cosa a cui ho pensato quando ho sentito parlare di hosting ecologico è stata : perchè internet inquina? certo che si, eccome!

L’argomento riguarda anche l’India, basti pensare a Bangalore ribattezzata la “Silicon Valley dell’Oriente”, una città dell’India meridionale, la capitale della rivoluzione economica Asiatica. Dei circa cinque milioni di abitanti, il dieci per cento sono ingegneri informatici. Qui, in poche strade, vengono assemblati i computer e i vari software Ibm, Digital, Hewlett Packard, Texas Instruments, Novell, Motorola, Bull, Sun e Oracle, e vengono creati anche molti programmi “made in India”.
Il buffo è che può capitare di vedere una mucca davanti ad un negozio della sony!

Bagmane Tech Park – software technology park Bangalore, India


QUANTO INQUINA INTERNET IN REALTÀ?

È una domanda che spesso non ci poniamo. Perché essendo qualcosa di impalpabile, virtuale, quasi non reale, sembrerebbe impossibile che inquini. Ma Internet inquina, ed anche tanto.

Mi ricordo di essere rimasta basita durante una puntata della serie TV Silicon Valley, in cui a causa di un guaio combinato ai loro server, una città è rimasta senza energia elettrica…

 Recenti studi hanno dimostrato come il web sia responsabile di circa il 2% di tutte le emissioni di CO2 mondiali pari a 830 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Ma come fa il web a inquinare così tanto?

La struttura portante di internet è una rete di reti, ciascuna completamente autonoma, che collega i computer di tutto il mondo, nodi della rete stessa. Le singole macchine sono correlate in una rete locale, che poi si collega ad altre reti locali, che in seguito si connettono a più ampie reti regionali e così via in un susseguirsi di livelli. Tutti i pacchetti di dati – email, richieste di accesso, telefonate via Skype, ecc… – vengono scomposti e viaggiano sulle reti seguendo percorsi che non sono necessariamente quelli più corti, ma quelli più adatti in quel momento, passando di nodo in nodo e riunificandosi poi allo snodo finale, cioè il server dell’internet provider o degli altri colossi del web. Questo percorso è seguito anche nel momento in cui usiamo internet via cellulare, infatti i nostri dati viaggiano via wireless fino alla torre più vicina, ma poi vengono immessi sull’infrastruttura fisica. Sono così proprio le grandi autostrade di cavi sottomarini a costituire il vero ‘scheletro’ dell’internet globale.

Ed è proprio qui che scatta la questione ambientale: come si alimenta questa enorme massa di computer connessi tra loro? Il consumo di energia elettrica è enorme, e non riguarda solo il loro funzionamento, ma anche la necessità di raffreddare i server. Non è un caso che il più grande data center del mondo è in Norvegia, a Ballangen, poco lontano dai server di Facebook, situati anch’essi a nord del circolo polare artico, in Svezia.

Qui entra in gioco Easy Travel Hosting , L’hosting veramente sostenibile con il 100% di energia rinnovabile nel Regno Unito con oltre 20 parchi eolici onshore e offshore, tra cui il London Array, il più grande parco eolico offshore al mondo con una capacità di 630 MW.

Se mai decideste di fare un vostro sito web, o ne avete uno e volete renderlo ecologico, ora sapete come fare, non avete più scuse.

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