Arrivo a Kozhicode | Project India
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Kozhicode

Arrivo a Kozhicode

Ritorniamo in Kerala, ma questa volta scegliamo il nord, per perlustrare zone lontane dalle solite rotte turistiche.

Ci imbarchiamo in aereo dietro una lunga fila di donne tutte con lo stesso velo verde con riportato il nome di una agenzia turistica indiana specializzata in viaggi sulla penisola arabica. Sono belle e tutte insieme formano una vivace macchia di colore. Penso che sia una ottima strategia di marketing per quella agenzia turistica, il logo è ben in evidenza e così il gruppo è facilmente identificabile, non rischi di perdere nessuno.

Un tale ci guarda, siamo gli unici con la pelle bianca, e ci dice: questo è il volo per Calicut! E noi: si lo sappiamo, stiamo andando proprio li.. A dir la verità ci aveva già sorpreso la hostess che ci ha consegnato le carte di imbarco che non aveva mai sentito parlare di questo aeroporto.

Più tardi scopriremo il perché di tanto stupore e il nostro autista ci spiegherà che quelle belle donne colorate stanno rientrando dal loro pellegrinaggio alla mecca.

 

Alla Dogana

Arrivati a Calicut o Kozhicode siamo gli unici turisti.

Alla dogana l’interrogatorio si protrae a lungo in quanto non si spiegano perché siamo giunti fino a qui.

Qual’è il motivo del vostro viaggio?

Turismo.

Turismo??? Solo questo?

Si

Cosa siete venuti a visitare in questo posto?

Le backwaters, Waynard ma siamo qui anche per l’Ayurveda.

Ahhh, siete qui per i trattamenti! Ok capito.

Dove farete i trattamenti?

A Kovalam,

In quale hotel?

Insomma non ci credeva, e stava cercando di capire se le risposte erano coerenti o se ci pensavo troppo nel darle.

In conclusione l’arrivo di un turista qui è un evento più unico che raro.

Superata finalmente la dogana, ci rendiamo conto che non avremo difficoltà ad individuare le nostre convenzionali valige nere, poiché il nastro trasportatore consegna solamente, pacchi, pacchetti, pacchettini, scatoloni di ogni dimensione, latte in polvere, frullatori, televisioni e ogni sorta di casalingo, le nostre sono le sole valige che spuntano.

 

Al di fuori dell’aeroporto

Fuori dall’aeroporto l’aria satura di umidità profuma di gelsomino come me la ricordavo, e tutto intorno a noi è verde e fiorito. Il traffico no, di quello non ne ho sentito la mancanza, e nemmeno dei clacson, ma il resto mi fa sentire a casa.

Non esistono i cambi valuta, a riprova che qui i turisti non arrivano . Cerchiamo ovunque, entriamo in diverse banche, ma nemmeno in banca sono attrezzati! Ci dicono che tra diversi chilometri forse c’è la Bank of India che potrebbe avere il servizio di cambio valuta. Non la troviamo, ma al suo posto in un bazar troviamo un cambio, che dopo una lunga fila ci chiede passaporto, carta di identità del nostro autista, il suo numero di previdenza sociale, cioè peggio dell’interrogatorio in dogana. Finalmente accettano di cambiare i soldi, ma mentre hanno esposto il valore di altre valute per l’euro è diverso, non è nemmeno previsto tra le opzioni. L’addetto deve fare qualche telefonata ed esaminare attentamente le banconote che gli diamo, due sono diverse, probabilmente una è italiana e l’altra no, ma lui non ha dimestichezza con gli euro. Tutto sistemato! tutto sommato non saranno pratici a cambiare gli euro, ma nella bancarella affianco hanno esposta la maglietta della Juventus.

 

Manuela di Project India Blog

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