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cosa sono i chakra | Project India
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I Chakra

Lo studio dei chakra è molto controverso. In tutte le scuole religiose e spirituali esiste un sistema corrispondente a quello dei chakra, ma spesso con divergenze su alcuni punti.

L’organismo umano è oltremodo complesso, e ciascuno può avere diverse percezioni delle stesse cose, a seconda delle tendenze personali, della realtà culturale in cui vive, degli aspetti mistici individuali, del livello di prāņa nell’organismo, eccetera. L’unica cosa da dire, è che ciascuno deve fare esperienza dei chakra da sé, imparare a conoscerli, acquisire con essi un’intimità. Del resto il tantra è una scienza pratica più che intellettuale, e favorisce l’esperienza delle cose che insegna. Senza un’intimità con il proprio corpo fisico, con il proprio corpo pranico, con i chakra, con la propria realtà spirituale, senza accettazione di quello che siamo a tutti i livelli e senza aspirazione a quello che vogliamo diventare, non ha senso parlare di pratica, e non ha senso tentare il risveglio.

Chakra, significato e funzioni

La parola “Cakra” che viene trasformata solitamente in “Chakra, in sanscrito significa “ruota, cerchio o disco”, è un termine utilizzato nelle filosofie tradizionali indiane per rappresentare i centri energetici del nostro corpo, che hanno il compito di “ricevere e distribuire” la nostra energia vitale. Nella filosofia occidentale attuale alcune volte vengono identificati con il nome di Centri di Forza o Sensi Spirituali.; in sostanza sono considerati centri simbolici del corpo umano.

Secondo la teoria dello yoga, tutti noi siamo fatti di un corpo fisico, visibile, ed un corpo energetico, invisibile, che regola le nostre attività intellettuali e spirituali. Questo corpo invisibile è fatto di “prana“, ovvero la nostra energia vitale.

Il prana fluisce nel nostro corpo attraverso degli canali energetici chiamati “nadi“; questi canali energetici sono numerosissimi, (se ne contano più di 72.000), ma ne esistono 3 di principali:  Sumshumna, Ida e Pingala.

Sumshumna è la nadi principale, Il suo percorso inizia alla base della spina dorsale e termina sulla sommità del capo.

Anche le altre due nadi partono dalla base dalla colonna vertebrale, e anche loro la risalgono fino alla sommità del capo… ma anziché procedere in linea retta, seguono un percorso a spirale, incrociandosi per 6 volte prima di ricongiungersi a Sumshumna.

Ogni volta che queste nadi si incrociano, danno vita ad un chakra, e quando terminano il loro percorso sulla sommità del capo, generano il 7° chakra. I chakra sono quindi dei vortici di energia.

Lo scopo della pratica dello yoga è quello di risvegliare l’energia che risiede alla base della colonna vertebrale, dove è situato il primo chakra, e di farla risalire lungo questo percorso energetico, attraversando ed illuminando tutti i chakra.

Quando un chakra viene illuminato da questa energia spirituale, che si chiama kundalini, essa lo riporta al suo regolare funzionamento, riparando i danni causati dallo stress mentale, emotivo e fisico della vita di tutti i giorni.

Ogni chakra, oltre ad avere una sua funzione, e a rappresentare aree specifiche del corpo, è associato anche a molte altre realtà: ha un proprio colore, un proprio elemento, un proprio suono (o mantra), una divinità, una pietra, un animale e un pianeta.

Le funzioni dei Chakra sono sostanzialmente due:

  • centri di energia sottile (prāņa) all’interno del corpo pranico dell’uomo; ogni chakra ha la sua vibrazione e la sua densità; ogni chakra funziona come un interruttore per accendere uno specifico settore della mente;
  • stati di coscienza progressivamente superiori; in altre parole, nell’uomo rappresentano diversi livelli di consapevolezza, dal più istintivo al più intuitivo. Rappresentano la via della spiritualità.

 

Quali sono i chakra?

Dentro di noi esistono miriadi di chakra, ed ognuno di loro, oltre ad avere caratteristiche specifiche, è associato a determinate emozioni, sensazioni, funzionalità mentali e spirituali; ma nella pratica yogica utilizziamo solo i principali.

I chakra sono indicatori del potenziale di ogni persona, dimostrano che ciascuno può trascendere i propri limiti personali. Rappresentano il potere della consapevolezza alla portata di ogni essere umano.

Quando i Chakra sono aperti, l’energia fluisce liberamente verso l’alto, dando luogo a benessere fisico e psicologico. Quando invece uno o più Chakra è chiuso o bloccato, l’energia, trovando degli ostacoli, non riesce a fluire e questo provoca disordine nel corpo, nella mente e nello spirito come ansia, depressione, stress eccessivo, o dolori cronici.

Il processo di innalzamento dei livelli di coscienza non segue una logica (ma questo non significa che sia illogico): la logica appartiene all’ambito del razionale, e qui siamo in un campo in cui il contesto razionale, con i suoi limiti, è già stato superato. Per questo ci sono simboli di carattere visivo (yantra) e fonetico (mantra) che evocano lo stato di coscienza e aiutano a focalizzarsi durante le pratiche yogiche.

In altre parole, i simboli possono contribuire a risvegliare i diversi chakra, che rappresentano i relativi livelli di coscienza.

I livelli di coscienza dei chakra

Va da sé che ogni chakra comporta un livello di coscienza superiore a quello precedente, partendo dal livello primordiale, istintivo, e andando a quello più spirituale. I chakra rappresentano la via dell’evoluzione, e risalirli significa affinare sempre di più la coscienza, e la consapevolezza

 

I chakra e l’evoluzione dell’identità

All’inizio la percezione dell’”io” è rigorosamente limitata all’identificazione con il corpo. È il livello di mūlādhāra chakra. Evolvendosi, il senso dell’”io” si espande. Lo potete vedere quando fate yoga o prāņayama. Se facendolo vi ponete la domanda “Io chi sono?” vi accorgerete che la dimensione fisica non basta a contenervi, e nemmeno la dimensione pranica. C’è sempre qualcosa in più, quella coscienza che trascende materia ed energia. Ma ci vogliono tempo e regolarità per arrivare alla percezione del sé che si ha in sahasrāra, quando si avverte nella propria consapevolezza la presenza dell’universo.

Simbologia dei chakra

Nello yoga, e nella maggioranza dei sistemi indiani, i chakra sono rappresentati come fiori di loto, con uno specifico colore e numero di petali.

Dal punto di vista simbolico, la scelta del fiore di loto è molto significativa. Infatti il loto fiorisce superando tre diversi livelli: il fango, l’acqua e l’aria. Nello stesso modo, per fiorire, l’uomo deve farsi strada in tre diverse dimensioni: l’ignoranza, l’aspirazione abbinata alla pratica (sadhana) e l’illuminazione. Il loto quindi rappresenta l’evoluzione dell’uomo da un basso livello di coscienza a stati superiori. Il culmine dell’evoluzione di un loto è la fioritura, quello dell’evoluzione dell’uomo è l’illuminazione.

Va ancora detto che il sesto ed il settimo chakra risultano raramente squilibrati, mentre negli adulti quelli più frequentemente scompensati sono il terzo ed il quarto, e nei bambini il primo ed il secondo. A proposito del secondo C., occorre precisare che spesso si trova scompensato nei soggetti femminili che vivono la loro sessualità, intesa sia in senso fisico che psichico, in modo conflittuale, sia a livello d’interiorità sia a livello di rapporti interpersonali o sociali. Nella valutazione dello stato di questi importanti centri energetici, occorre tenere presente anche il processo di crescita dell’individuo, poiché ogni età ha uno specifico C. associato ad essa.

Se vuoi conoscere i 7 chakra leggi i rispettivi articoli cliccando sui seguenti link:

Primo chakra: Muladhara

Secondo chakra: Svadhisthana

Terzo chakra: Manipura

Quarto chakra: Anahata

Quinto Chakra: Vishuddha

Sesto chakra: Ajna

Settimo chakra: Sahasrara

 

per approfondire l’argomento vi consiglio la seguente lettura,

rispettivamente in formato kindle e cartaceo:

 

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