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Introduzione alla preparazione e lavorazione delle piante | Project India
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Introduzione alla preparazione e lavorazione delle piante medicinali

Oggi vorrei dare qualche indicazione di base che potrebbe servire per preparare in casa alcune ricette per somministrare le piante medicinali sia per via interna che per applicazione esterna.

L’arte della fitoterapia consiste non soltanto nel saper scegliere le piante più efficaci per il disturbo da curare, ma anche nel saper determinare quale deve essere il miglior modo di prepararle per garantire la massima efficacia. Oltre a somministrare le piante per via interna è utile applicarle direttamente all’esterno, sul punto più vicino alla sede del problema. Si può raggiungere questo obiettivo ricorrendo ad oli medicinali, impiastri e supposte.

Creazione di ricette

I principali criteri di composizione si basano sui quattro ruoli che le piante possono esercitare:

Piante principali :

una o più piante che agiscono sul più importante complesso di sintomi. Sono le piante dominanti nella prescrizione.

Piante di sostegno:

una o più piante che fanno da supporto alla funzione primaria delle piante principali, e ne sviluppano gli effetti.

Piante coadiuvanti:

curano i sintomi associati, ed esaltano la funzione terapeutica primaria delle piante principali.

Piante di trasporto:

dirigono l’assimilazione e la massima applicazione delle altre piante contenute nella ricetta.

 

La funzione terapeutica di una ricetta può essere sia quella di rinfrescare  (ad esempio per mezzo di piante antinfiammatorie), che quella di riscaldare ( per mezzo di tonici o stimolanti ).

L’efficacia della ricetta va preservata evitando di aggiungere piante che possiedono qualità opposte, a me no chè non ci sia bisogno di compensare o diminuire l’effetto che si vuole ottenere.

Il recipiente in cui preparare le tisane dovrebbe essere di terracotta, vetro, o metallo non solubile, ad esempio come il metallo inossidabile, diversamente si rischierebbe di alterare le proprietà delle piante.

E’ sempre preferibile cuocere queste ultime sulla fiamma, piuttosto che sulla piastra elettrica.

Ecco una ricetta di esempio  a base di Efedra, reperibile in erboristeria:

L’efedra (Ephedra distachya) è una pianta della famiglia delle Ephedraceae utilizzata come rimedio ad azione broncodilatatrice, utile nel trattamento dell’asma, della bronchite, delle congestioni nasali, della sonnolenza e del sovrappeso. L’efedra cresce nelle zone temperate calde di tutto il mondo.

In questa ricetta utilizziamo l’efedra per il suo potere energizzante simile a quello dell’adrenalina prodotta naturalmente dal corpo, è fortemente sconsigliata e va vietata alle persone che soffrono di malattie cardiovascolari. attenersi strettamente alle dosi!

DECOTTO DI EFEDRA

  • EFEDRA                           6 – 9 GR.
    • Pianta principale, azione primaria stimolante e diaforetica ( ovvero che favorisce la sudorazione)
  • PEZZI DI CANNELLA       6 – 9 GR.
    • Pianta di sostegno, azione primaria calorifica e diaforetica.
  • SEME DI ALBICOCCA      6 – 9 GR.
    • Pianta coadiuvante, azione idratante e discendente, addolcisce l’azione severa delle due piante precedenti.
  • RADICE DI LIQUERIZIA  3 – 6 GR.
    • pianta di trasporto, di gusto dolce, armonizza le altre piante della ricetta, previene reazioni sfavorevoli, protegge lo stomaco e la digestione.

I modi per preparare le piante sono numerosi, la maggior parte dei quali è inclusa nei cinque metodi ayurvedici contenuti nel libro The Yoga of Herbs purtroppo disponibile solo in inglese.

Seguitemi, nei prossimo post approfondiremo l’argomento!

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