Paramahansa Yogananda: swami che ispirò Harrison e Jobs | Project India
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Yoga, storia di Paramahansa Yogananda, lo swami che ispirò Harrison e Jobs

Paramahansa Yogananda fu il primo grande maestro indiano a trasferirsi in Occidente, è considerato una delle principali figure spirituali o Guru dei nostri tempi. Fonte di ispirazione per George Harrison, Steve Jobs, Russell Simmons ( uno dei tre uomini che hanno inventato l’hip hop americano), e molte altre grandi menti.

Nacque nel 1893 a Gorakhpur, in India, come Mukunda Lal Ghosh, da una famiglia benestante del Bengala. Divenne discepolo a diciassette anni del grande swami Sri Yukteswar (a sua volta discepolo di Lahiri Mahasaya), e visse nel suo ashram  per dieci anni. Nel 1915, dopo la laurea presso l’Università di Calcutta, entrò a far parte dell’ordine monastico del suo maestro, ricevendo il nome di swami Yogananda.

Nel 1920 giunse a Boston, in qualità di rappresentante per l’India al Congresso internazionale dei leader religiosi. Qui, nello stesso anno, fondò l’associazione religiosa Self Realization Fellowship (SRF), poi stabilita definitivamente a Los Angeles nel 1925. Un paese per lui sconosciuto, singolare, in cui si trovò come il classico pesce fuor d’acqua, per diffondere antichi insegnamenti che presentavano affinità con la fisica einsteiniana dell’epoca. In effetti, questi insegnamenti sulla meditazione yoga sarebbero stati considerati strumenti essenziali per superare i rischi e le sfide dell’era atomica. Pur essendo a diritto ritenuto da molti un ‘genio dello spirito’, Yogananda dovette affrontare anche dure critiche e perfino i pregiudizi razziali del profondo Sud, da parte di quanti si sentivano minacciati da lui e dal suo messaggio. “Per oltre trent’anni, con innumerevoli viaggi, conferenze e lezioni, espose al mondo occidentale gli insegnamenti dello Yoga e della meditazione.

Fonte di ispirazione per la cultura giovanile degli anno 60 – 70

La forza degli insegnamenti di Paramahansa Yogananda negli anni ha poi ispirato anche tanta cultura giovanile degli anni ’60-’70. Lo stesso Yogi è tra i personaggi della copertina di un album simbolo come “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles. Persino Steve Jobs, il creatore dell’impero tecnologico di Apple, l’uomo che invitava i giovani a osare, a volare alto, aveva un solo libro sul suo Ipad: proprio “Autobiografia di una Yogi”. E chiese che ne fossero distribuite 800 copie alle personalità che avrebbero partecipato al suo funerale.

Nel 1935 compì un lungo viaggio tra Europa e Africa per fermarsi poi, oltre un anno, in India, dove il suo maestro Sri Yukteswar gli conferì il titolo monastico di Paramhansa (cigno supremo). Entrò in Mahasamadhi il 7 marzo 1952, lasciando sia all’Oriente che all’Occidente un’immensa eredità di ordine spirituale e morale, testimoniata e diffusa in tutto il mondo.

Paramahansa Yogananda ha dato risalto ai principi eterni alla base di ogni religione. Il suo scopo era quello di aiutare i ricercatori sinceri della Verità, indipendentemente dal loro credo, a ottenere l’esperienza interiore e diretta di Dio. Egli ha insegnato che l’essenza in- tima di ogni religione è la stessa: la via all’unione con l’Infinito, conosciuta come “realizzazione del Sé”.

A raccontare la sua vita e i suoi insegnamenti è “Il Sentiero della Felicità – Awake: the life of Yogananda”, documentario-biografia di Paola Di Florio (candidata all’Oscar nel 1999 per “Speaking in Strings”) e Lisa Leema. Ma è solo un nuovo capitolo di una più generale riscoperta dello Yoga, ormai tra le discipline più gettonate per sopravvivere allo stress e trovare la pace interiore.

Il film arriva infatti in sala dopo ”Finding Happiness (Vivere la felicità)” e “The answer”, ispirati al rapporto tra Yogananda e il suo discepolo più celebre, l’americano Swami Kriyananda, e alle comunità da lui fondate con l’Ananda World Brotherood Village. Comunità non religiose ma spirituali, quasi piccoli villaggi autosufficienti, dove si vive secondo i principi dello yoga, le cui pratiche si basano su antiche scienze dell’autorealizzazione e, come negli gli insegnamenti dello Yogi, sulla ricerca interiore per liberarsi dalla sofferenza e trovare la felicità durevole.

letture consigliate per approfondire: ( la seconda è in inglese)

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