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India, Quando Il Selfie è Divino | Project India
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India, Quando Il Selfie è Divino

Una giovane artista indiana spopola con le raffigurazioni di divinità e eroi leggendari con in mano smartphone e tablet, pronti per l’autoscatto.

ll pantheon induista non sfugge all’autoscatto. Anche chi non ha mai sentito parlare delle divinità hindu Radha o Krishna, oppure del poema epico Mahabharata con il suo eroe Arjuna, capirà perché ad una giovane artista indiana appassionata di grafica sia bastato mettere loro in mano un cellulare, per ricevere un inaspettato successo, qualche sorriso e più di una riflessione.

Pose leggendarie e quadri iconici diventano vere e proprie creazioni pop nel progetto Gods taking selfies (Divinità che si fanno i selfie) di Adrita Das, una 24enne di Pune, nello stato indiano del Maharashtra, illustratrice part-time per uno studio di design e, nel tempo libero, «cacciatrice di contenuti seri», come spiega lei. Immagini «cui dare una nuova e possibilmente ironica vita: religione e parodia, epifanie culturali, universi paralleli, gente comune ma anche femminismo e standard classici di bellezza». Come? Grazie ad accorti ritocchi digitali: un cellulare, un’asta per i selfie o una posa ammiccante da inserire ora  in antichi quadri Rajasthani, ora in miniature persiane del XV secolo, fino a delicate pitture giapponesi.

Se la religione spesso determina la vita quotidiana della popolazione indiana, spiega Adrita, perché non coinvolgere divinità, re e regine del passato, monaci, eroi e begum (le nobili persiane, spesso ritratte nei quadri classici) in una delle attività più comuni dell’uomo moderno, l’autoscatto? Un viaggio nel passato che, spiega la ragazza, è solo parzialmente provocatorio. Tanto umorismo e nessuna voglia di offendere la sensibilità altrui, riassume Adrita. Il lavoro, di per sé, è stato semplice: «Gran parte di questi quadri mostra una gestualità perfetta per Photoshop. Mi è bastato mettere loro un iPhone in mano, la posa c’era già. Come se non aspettassero altro».

Crediti: Io Donna

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